Rababnama

Testo di fondazione dell'Ordine Mevlevi

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book/scroll
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Bio:

Rumi fu il più grande poeta e teologo del Medioevo islamico, e il fondatore del misticismo Sufi. Egli fu autore di numerosissimi testi, quasi tutti in arabo, alcuni in farsi, la sua lingua madre.

Dopo la sua morte nella città di Konya uno dei suoi seguaci, Husamettin Celebi, costruì un mausoleo per il suo maestro e fondò un ordine dedicato alla sua memoria, che chiamò Mawlawiyya o Mevlevi, dal soprannome di Rumi, “Mevlana”. L’ordine aveva lo scopo di continuare i suoi studi e vivere secondo i suoi principi, in particolare sviluppando la Sama, la danza vorticosa che porta il derviscio in un viaggio mistico oltre il mondo, in comunione con Dio. I dervisci vagavano per la terra cantando e danzando per la gloria di Allah, insegnando i principi di Rumi alla gente e vivendo dell’elemosina dei fedeli, senza possedere nulla.

Il successore di Husamettin Celebi fu Sultan Walad, figlio di Rumi. Egli mise per iscritto in lingua Turca i principi dell’Ordine nel Matnami Rababnama, il Libro del Nome del Rabab (lo strumento a corda dei dervisci). Dopo Sultan Walad, tutti i Gran Maestri dell’Ordine furono suoi discendenti.

Circa 100 anni dopo, alla vigilia della conquista di Costantinopoli, il Sultano Ottomano Bayazid II prese in moglie Devlet Hatun, figlia del Gran Maestro dei Mevlevi. Da allora la linea dei Sultani e quella dei Grandi Maestri sono legate per sangue, e per secoli i dervisci hanno goduto del favore del sovrano Ottomano e dei suoi generosi doni, e si è allargato al punto che ci sono Mevlevi in tutte le terre controllate dall’Impero Ottomano, incluso l’Egitto e alcune parti della Persia.

Il Rababnama descrive in dettaglio i riti e i principi dei Mevlevi, racconta la loro storia e contiene alcuni testi criptici che possono venire considerati profezie, se letti in chiave agiografica. E’ un libro relativamente comune che si trova in molte biblioteche teologiche turche e persiane.

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