Nell'Oriente Misterioso

Agguato ad Alessandria

Febbraio 1831

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Wilkinson scommette contro un malavitoso locale, Rashid, sfidandolo ad una posta particolarmente elevata. Il Cin e Shaka Khan sconfiggono i campioni locali, Mustafà e il Faraone, dopo un accanito scontro. Wilkinson dapprima offende Rashid riscuotendo il denaro e rifiutando l’offerta di sedersi con lui, ma poi, convinto da Spyros che gli fa da interprete, accetta discutendo d’affari ma senza trovare interessi comuni con l’arabo. Nel frattempo Iolao deruba diversi avventori e si ubriaca di raki.
Sulla via del ritorno gli stranieri vengono assaliti da un gruppo di malviventi comandati da un arabo armato di pistola che intima a Wilkinson di arrendersi. Ne segue uno scontro furioso in una piazza di periferia, al termine del quale il Cin, Khaled, Wilkinson e Conan rimangono feriti, mentre tre avversari vengono uccisi. Il loro capo viene catturato vivo mentre l’ultimo degli assalitori riesce a figgire, insieme a una figura nell’ombra che ha fatto fuoco da una finestra.
I nostri riparano alla nave, mentre il Cin taglia le mani dei tre cadaveri e le getta nel pozzo al centro della piazza.

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Arrivo ad Alessandria

Gennaio 1831

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L’ Elena attracca al Porto Vecchio di Alessandria e l’equipaggio comincia ad ambientarsi in città.
Il Cin visita i sobborghi dove, in una tavernaccia, conosce una banda di mercenari di vari Paesi, capeggiata da Khalid, che egli arruola nella Legione di Fuoco.

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Khalid e i suoi uomini cominciano l’addestramento con Shaka Khan e il Cin.
Spyros visita il patriarca ortodosso Ieroteo I, che riceve la sua lettera di presentazione del patriarca di Costantinopoli e lo indirizza verso due mercanti greci prominenti nella comunità locale.

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Spyros conosce Alexios Marinoupoulos, un corpulento mercante che si dimostra amichevole ma poco interessato ai progetti del compatriota.

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Spyros incontra Giorgos Mouloulis, un mercante più giovane e avventuroso, che si offre di assisterlo nel suo progetto di partire per la Cina. Egli fornisce il nominativo di Ahmed, un suo contatto a Suez.

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Spyros e Shaka Khan partono per Suez con una carovana.

Febbraio 1831

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Spyros e Shaka Khan visitano Suez, dove incontrano Ahmed e con lui trattano un passaggio per loro e il loro carico verso il porto di Aden.

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Spyros e Shaka Khan tornano ad Alessandria.
Il Cin, dopo innumerevoli visite al mercato degli schiavi, acquista una schiava circassa chiamata Zhora.

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Il Cin trova in vendita al mercato degli schiavi Morlok, che acquista per un prezzo ridicolo dichiarando che egli è malato di tubercolosi.

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Wilkinson e McIntyre sbarcano ad Alessandria.
Il Cin porta Wilkinson nei sobborghi dove organizza per lui un incontro di lotta con dei malavitosi locali.

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Partenza per Alessandria

Gennaio 1831

30
Non trovando una nave disponibile a brevissimo, Wilkinson e McIntyre partono in carrozza per Bari. Danno appuntamento a Doria Pamphilii ad Alessandria dopo tre settimane.
Castiglione, durante il suo periodo di isolamento, comincia a studiare alcuni testi che parlano della Cina forniti da mons. Borgia.

Febbraio 1831

3
Wilkinson e Castiglioni transitano per Napoli.

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Wilkinson e McIntyre arrivano a Bari.
Doria Pamphilii fa allestire una nave su cui carica un cavallo, numerose botti di vino e parte della sua biblioteca.
Castiglioni, ormai ospite del monastero di S. Alessio da diversi giorni, manifesta inquietudine, ma i frati tentano di rassicurarlo spiegando che il mons. Borgia lo tiene protetto per il suo bene.

9
Wilkinson e McIntyre si imbarcano per Alessandria.

16
Wilkinson e McIntyre sbarcano ad Alessandria.
Castiglioni tenta di evadere picchiando Aziz e facendo passare il suo dolore alla pancia per un avvelanamento, ma il suo piano ottiene solo di marchiare Aziz con un’esperienza traumatica.

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Doria Pamphilii sbarca ad Alessandria.

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Mons. Borgia fa visita a Castiglioni portando una lettera papale che nomina un certo padre Maronne capo di una spedizione evangelizzatrice per la Cina, e una lettera di credito di £1000 da riscuotersi a Goa. Aggiunge anche il testamento di padre Maronne che, morto in data e luogo da destinarsi, nomina padre Castiglioni proprio successore nella direzione della missione. Dona inoltre a padre Castiglione i tomi che gli aveva prestato e aggiunge £ 500 a titolo personale.
Poiché il sacerdote manifesta la sua intenzione di partire quanto prima, viene informato che una nave parte la notte stessa per Alessandria, e gli viene affidata una carrozza che lo porti ad Ostia.
Corrompendo il cocchiere con la cifra di £40, Castiglione ottiene di passare a palazzo della Somaglia, dove incontra il cardinale suo mentore e confessa tutte le sue malefatte. Perdonato dal prelato, ottiene altri libri e una lettera sigillata, da usare in caso di estremo bisogno. Commosso, raggiunge il porto e si imbarca immediatamente per l’Egitto.

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L'Elezione Papale

Gennaio 1831

28
Castiglioni, Wilkinson e McIntyre discutono sulle varie proposte ricevute alla festa del conte di Tuscolo. Castiglioni afferma di avere un piano per compiacere tutti facendo ricadere la colpa dei delitti che saranno compiuti su Padre Van Damme, che personalmente odia. Non rivela ancora, però, i dettagli del piano ai compagni.
I tre visitano Doria Pamphilii alla sua villa cercando di coinvolgerlo: dopo pranzo Castiglione riceve il messaggio di Jimenez de la Vega e si reca in un parco a passeggiare, meditando sui suoi piani. I suoi compagni invece, con la carrozza di Alfredo, si recano al Campo Marzio: Wilkinson e McIntyre si recano alla Chiesa del Gesù, mentre Doria Pamphili e Alfredo attendono presso una mescita poco lontana.
I due britannici vengono accolti da padre Van Damme: Wilkinson dichiara di voler denunciare le malefatte di Castiglioni al suo confratello ma, fattosi accompagnare nella sagrestia per non essere uditi da orecchie indiscrete, lo pugnala a tradimento. McIntyre, troppo sorpreso per reagire razionalmente, aiuta il compagno a sopprimere il gesuita che muore trafitto da cinque colpi di pugnale, agonizzando terribilmente e macchiando di sangue tutta la sagrestia. McIntyre abbandona il luogo sconvolto, sale sulla carrozza di Alfredo e parte senza attendere nessuno, inseguito dal cocchiere e dal nobile. Wilkinson invece copre il corpo con le stole d’altare e dà fuoco al tutto per coprire i dettagli dell’assassinio, quindi abbandona la chiesa e si nasconde in un bordello, dove lava i suoi abiti macchiati di sangue.
Nel tardo pomeriggio i compagni si ritrovano a palazzo della Somaglia, dove Wilkinson viene aspramente criticato per la sua brutalità e imuplsività; egli si discolpa dicendo che il risultato è quello che Castiglioni desiderava.

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In mattinata i compagni si preparano a lasciare Roma, temendo di essere arrestati. Doria Pamphilii riferisce che le indagini sembrano portare a un complotto dei carbonari francesi, ma che sia Wilkinson che McIntyre sono stati visti da diversi testimoni uscire dalla chiesa del Gesù e che potrebbero essere riconosciuti.
Poco prima di pranzo accade la fumata bianca, e dal balcone di piazza San Pietro appare il cardinal Giacomo Giustiniani, che viene consacrato papa come Gregorio XVI, che promette di portare ordine e indipendenza alla Chiesa, minacciata sia dai regalisti, sia dai giacobini. Il suo primo atto è quello di ordinare il supplizio del chiodo alla lingua ai bestemmiatori arrestati a Trastevere pochi giorni prima.

Castiglioni si reca al Vaticano, dove incrocia ma evita il cardinale Rothaan, che vorrebbe chiedergli notizie di Van Damme, e si abbocca con mons. Borgia, che si complimenta con lui e lo fa condurre dai suoi uomini in un monastero sull’Aventino, dove dovrà rimanere nascosto per la settimana a venire.
Wilkinson e McIntyre abbandonano palazzo della Somaglia e prendono alloggio in una locanda al porto di Ostia, in attesa di una nave che li porti ad Alessandria d’Egitto.
Doria Pamphilii viene a sapere di un piano della polizia papale per incriminare tutti i sospetti massoni, e teme per la propria sicurezza.

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Festa al Palazzo del Conte di Tuscolo

Gennaio

27
Alberto accompagna in carrozza padre Castiglioni, Wilkinson e McIntyre al Palazzo del Conte di Tuscolo, dove vengono annunciati e destano la curiosità di diversi invitati.
Mons. Borgia, un uomo di Chiesa navigato e con le mani in pasta nella politica romana, dà il bentornato a Castiglioni e in seguito, in privato, caldaggia l’appoggio del card. della Somaglia al card. Giustiniani; chiede inoltre a Castiglioni di fomentare tramite i suoi compagni una sommossa, che dimostri la necessità di una guida forte per lo Stato della Chiesa, ed offre in cambio il sostegno del nuovo papa alla spedizione del Gesuita verso la Cina.
Alessandro Maria Doria Pamphilii discute con Wilkinson e McIntyre e introduce loro altri membri della giovane nobiltà romana. Dopo aver dibattuto sulla necessità di riformare e ammodernare lo Stato della Chiesa, dichiara il suo appoggio al card. Pacca che gode del sostegno del popolo romano e si dimostra interessato a finanziare la spedizione verso la Cina.
Lord Carnaby, ambasciatore di Guglielmo I d’Inghilterra, parla con McIntyre e gli dà il benvenuto a Roma mettendosi a sua disposizione, mentre Wilkinson si apparta con una dama romana nel giardino d’inverno.
José Fernando Jimenez de la Vega, conte di Girona e ambasciatore di Fernando VIII di Spagna caldeggia invece l’elezione di un moderato che sappia destreggiarsi non solo con la teologia ma anche con la diplomazia. In privato egli promette di consegnare a Castiglioni il giorno seguente un messaggio diretto al card. Roothaan, in cui esprime le proprie vedute, e promette in cambio lasua amicizia.

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Retata alla Taverna dell'Oca

Gennaio

27
Nel tardo pomeriggio Wilkinson e McIntyre si fanno accompagnare da Alfredo alla Taverna dell’Oca, nel bel mezzo del quartiere di Trastevere. Qui attraggono l’attenzione di tutti gli avventori spendendo e spandendo, invitando sei prostitute al loro tavolo (tra le quali la bellissima Rosaria) e offrendo da bere a tutti i presenti. Tra i vari avventori McIntyre nota dei giovani borghesi che appaiono fuori luogo.
I due britannici si appartano in due camere separate al piano di sopra e, dopo aver goduto della compagnia delle ragazze, fanno per scendere nella sala comune al pian terreno, dove si cantano canzoni licenziose, quando la polizia fa irruzione dichiarando in arresto tutti i presenti.
I due britannici scappano attraverso il piano superiore, calandosi da una delle finestre in un vicolo, insieme ai giovani borghesi. McIntyre resta indietro e viene raggiunto dalle guardie e portato in questura, mentre Wilkinson semina sia la polizia che i borghesi, rifiutando i loro inviti verso un “posto sicuro”. Mascheratosi con un mantello e un cappello acquistati in un negozio, egli torna alla taverna per assistere a una rissa di proporzioni enormi con numerosi feriti sia tra i civili che le guardie. Si incammina quindi verso il palazzo del card. della Somaglia, quando scorge la carrozza di Alfredo e la rincorre, raggiungendo Castiglione che, a causa del traffico, aveva pensato bene di andar da solo alla festa del conte di Tuscolo.
Edotto sulla situazione, Castiglione si fa accompagnare alla questura di Trastevere dove, fingendosi un protetto del card. Giustiniani, convince il capitano delle guardie Junio Valerio Barbagli a liberare McIntyre, che spaccia per un medico fatto arrivare appositamente dall’Inghilterra proprio per il cardinale, che soffre di blocchi intestinali molto fastidiosi. Si congenda quindi dal capitano omaggiandolo di una panacea che è in realtà un potentissimo lassativo.
McIntyre e Wilkinson hanno occasione di darsi una ripulita prima di salire nuovamente in carrozza e dirigersi, con enorme ritardo, verso la festa del conte di Tuscolo.

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Il Conclave I

Gennaio

26
Castiglioni, Wilkinson e McIntyre sbarcano al porto di Ostia. I due britannici chiacchierano con dei marinai compatrioti da cui acquistano delle casse di whiskey e gin, mentre il Gesuita affitta una carrozza guidata dal trasandato cocchiere Alfredo. Caricati i bagagli, raggiungono la dimora del card. della Somaglia a Roma sul Pinciano, e vengono accolti come suoi ospiti dal maggiordomo. Il cardinale, vengono informati, è al momento chiuso in Conclave per eleggere il nuovo papa: i due principali candidati sono il card. Giacomo Giustiniani, uomo di ferro della Chiesa, inflessibile nemico dei liberali come dei regalisti, e il card. Bartolomeo Pacca, un diplomatico più propenso ai compromessi, e supportato dalla corona Austriaca. Wilkinson e McIntyre incaricano Fiorenzo, il ruffiano del cardinale, di trovar loro qualche occasione mondana per passare il tempo.
La sera stessa Castiglioni visita la Chiesa del Gesù dove viene accolto da padre van Damme: il preposito generale, Jan Rothaan, si trova anch’egli in conclave. Castiglioni informa van Damme di volersi recare in Cina per portarvi il Verbo, e poi si congeda.

27
A colazione Fiorenzo informa gli ospiti di aver trovato per loro degli inviti a una festa organizzata dal conte di Tuscolo per l’ambasciatore di Spagna, al sera stessa.
La mattina i tre viaggiatori si recano a San Pietro a visitare la tomba del papa Pio VIII. Qui Wilkinson cerca di sedurre una procace trasteverina che lo invita la sera stessa alla taverna dell’Oca; poi quasi litiga con dei pellegrini irlandesi lanciando loro delle monetine per intrattenerlo nella conversazione. Castiglioni prende contatto con suor Gelsomina, che accetta da lui un biglietto che consegnerà al card. della Somaglia la sera stessa: nel biglietto Castiglioni informa il cardinale del suo arrivo a Roma e della sua volontà di partire per l’Oriente.

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Come cancellare le proprie tracce

Gennaio

9
L’equipaggio dell’ Elena si accorge di essere seguito da una nave, che stima essere quella di Aristoteles e dei suoi uomini. Spyros decide quindi di attraccare al tramonto presso l’isola di Skyros, dove lui e i suoi compagni passano la notte barricati nella casa del capo delle guardie del villaggio, opportunamente unto con copiose sterline.

10
L’ Elena lascia Skyros deviando rotta attorno a Negroponto, onde non incontrare la nave che li inseguiva.

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L’ Elena getta l’ancora non lontano da Nauplia, dove Spyros raduna i suoi uomini e ne invia alcuni a controllare la città e l’eventuale presenza di Aristoteles e dei suoi uomini.

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Gli uomini di Spyros riportano la presenza di marinai poco raccomandabili che fanno domande su McIntyre, Castiglione, Wilkinson e Spyros. Quest’ultimo decide di recarsi a Nauplia travestito per denunciarli come pirati e malfattori. Il Dottore, su suggerimento del Cin e di Wilkinson, prepara un intruglio venefico per liberarsi di loro.

15
Padre Castiglione e Aziz sbarcano a Nauplia, dove incontrano Aristoteles e i suoi uomini che li pedinano. Il Gesuita e il suo servo si rifugiano in una chiesa per sfuggire agli inseguitori, che nel frattempo vengono arrestati dalle guardie. Castiglione trova ospitalità presso la chiesa Gesuita, accolto con freddezza.
Wilkinson e McIntyre chiedono a degli uomini di Spyros di raccogliere le loro cose al Bosco di Dioniso e riportarle alla nave.

16
Saputo dell’arresto dei pirati, che sono trattenuti temporaneamente in cella in attesa di essere giudicati, Spyros e compania rientrano a Nauplia, dove prendono contatto con Castiglioni.
Il Cin si reca alle prigioni dove convince il cuoco Leonidas ad avvelenare i prigionieri con l’intruglio del Dottore e fuggire con lui per unirsi alla Legione di Fuoco.
Durante la notte tutti i prigionieri di Nauplia avvertono lancinanti dolori allo stomaco e muoiono dopo atroci sofferenze durante la notte.

17
A mattina Spyros compra all’asta la nave sequestrata dei pirati e la porta fuori Nauplia, dove la fa porre in secca e riverniciare con un altro nome. I compagni si dividono i proventi della truffa in £ 1000 a testa più altre £ 1000 da dividersi in due per le spese di viaggio.

18
Castiglioni, Wilkinson e McIntyre si imbarcano su una nave diretta a Roma, dove il Gesuita intende incontrare il suo mentore e patrono, il card. della Somaglia.

21
Spyros allestisce l’ Elena e insieme a Shaka Khan e al Cin parte per Alessandria d’Egitto.

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Natale a Costantinopoli

Gennaio

6
La comunità greca a Costantinopoli celebra il Natale Ortodosso.
I nostri non ricevono alcuna notizia da Holmwood e si ritrovano in una sala da té presso San Benedetto per discutere il da farsi: si delibera di partire quanto prima per la Cina, Spyros facendo tappa ad Alessandria d’Egitto e gli altri passando per Roma.
Padre Castiglioni conduce gli orfani nel quartiere greco per partecipare alle festività. Qui Spyros viene presentato al Patriarca Costanzio che gli fa avere lettere di presentazione per la comunità greca di Alessandria. McIntyre presenta anche Aristoteles e i suoi uomini, che si informano su Ibrahim Pascià e cominciano a nutrire dei dubbi sulle storie udite dai viaggiatori occidentali.
Wilkinson visita Madame D’Alembert, sola in casa: l’inglese le offre di fuggire con lui, ma questa rifiuta e gli fa promettere che libererà Dimitrios, e solo allora ella accetterà di sposarlo. La donna tuttavia non resiste alle avances del furfante e gli si concede.

7
La mattina Padre Castiglioni fa trasportare la cassa con il denaro sull’Elena, e i compagni si imbarcano immediatamente, diretti a Nauplia. Aristoteles e i suoi uomini non riescono a fermarli, e possono solo vederli allontanarsi dal porto di Costantinopoli, impotenti.

9
Padre Castiglioni, temendo la vendetta dei pirati, si è fatto ospitare da Madame d’Alembert. Finalmente, trovata una nave in partenza per Nauplia, si azzarda ad uscire di casa facendosi scortare da due soldati francesi, e si imbarca per la capitale ellenica.

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Ritorno a Costantinopoli

1831

Gennaio

4
A sera sbarco a Costantinopoli. Wilkinson e McIntyre si recano con gli uomini di Nikos da padre Castiglione e gli consegnano il denaro. Aristoteles chiede di vedere padre von Ribbentrop ma Castiglione accampa scuse e rimanda il tutto al giorno successivo dicendo che il Generale Gesuita è molto impegnato a corte.
Wilkinson visita Madame d’Alembert, scoprendo che ella ha trasformato la sua dimora in un orfanotrofio e ha fatto voto di dedicare la sua vita alla cura dei bambini bisognosi. Amelie si nega a Wilkinson e lo implora di ritrovare Dimitrios, ancora nelle mani dei dervisci.
McIntyre fa recapitare un biglietto a Holmwood.

5
A mattina Holmwood riceve McIntyre e Wilkinson che tentano di comporre gli screzi con l’ufficiale e propongono, visto il clima a Costantinopoli, di riciclarsi come suoi uomini in Cina, chiedendo a tal fine una lettera di raccomandazione alle autorità locali. Holmwood dice che deve consultarsi con l’ambasciatore sulla questione e dà appuntamento ai nostri un altro giorno.
Padre Castiglioni incontra von Ribbentrop e, senza accennare minimamente alla questione dei soldi, afferma di aver ricevuto una vocazione e di voler partire per la Cina, e chiede quindi licenza al suo Generale. Nel frattempo chiede a padre Quattrocchi di raccogliere dei libri utili sull’argomento della Cina.

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