Impero Ottomano

Il “Grande Malato d’Europa” vive una decadenza che dura da decenni, cominciata già con la battaglia di Lepanto nel 1570 e la sconfitta di Vienna nel 1699. Probabilmente l’Impero sarebbe già crollato se non fosse tenuto in vita dalla diplomazia europea, che teme un’espansione russa nel Mediterraneo.

L’Impero Ottomano è retto dal sultano Mahmud II: egli è un sovrano che apprezza le maniere occidentali, ma deve fare i conti con elementi molto tradizionali tra i suoi sudditi. Durante il suo regno la Grecia ha dichiarato l’Indipendenza, supportata dai poteri europei. La sconfitta ha dimostrato l’inadeguatezza dell’esercito imperiale, e Mahmud ne ha approfittato per eliminare con un colpo di Stato il corpo dei Giannizzeri, appoggiandosi principalmente ai Dervisci Mevlevi e avviando delle moderate riforme, principalmente militari, adeguando l’esercito a canoni europei.

L’Impero rimane tuttavia debole: l’Egitto è di fatto governato dal khedivé Ali Pasha, l’Iraq è in mano ai Mamelucchi locali, l’Algeria è stata invasa dalla Francia, mentre i Balcani sono scossi da movimenti nazionalisti dei popoli slavi, appoggiati dall’Austria e dalla Russia. In molti accusano Mahmud II di essere un re debole e schiavo dei suoi ministri, ma la verità è che il popolo turco in generale non si è ancora reso conto che i tempi dello splendore sono finiti, ed è iniziato un capitolo nuovo della Storia.

Ottoman sultan.sultan mahmud ii.500

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