Khedivato d'Egitto

L’Egitto è formalmente parte integrante dell’Impero Ottomano, ma ha subito vicende particolari nel corso degli ultimi 30 anni. Conquistato dai Francesi, comandati da Napoleone Bonaparte, nel 1798, fu liberato da forze anglo-ottomane nel 1801.
Gli sconvolgimenti dell’invasione avevano reso l’Egitto una provincia instabile: in particolare i Mamelucchi, l’élite guerriera locale che era stata privilegiata dai Francesi durante la breve dominazione, vedeva gli Ottomani come invasori e non liberatori. Il Sultano volle quindi stanziare numerose guarnigioni di Giannizzeri per tenere a bada i Mamelucchi.

I due corpi militari erano molto simili tra loro: entrambi traevano i propri combattenti dalla popolazione cristiana dell’Impero, in particolare dei Balcani e del Caucaso, e li educavano a una disciplina guerriera basata più sulla tradizione interna che sulla lettura letterale del Corano. Inoltre i Giannizzeri avevano ragione di lamentarsi con il Sultano, a causa dei piani di quest’ultimo di riformare l’esercito turco secondo criteri europei. La situazione, già critica, scoppiò nel 1805 quando l’ufficiale Giannizzero Mehmet Ali si ribellò, sostenuto da numerosi Mamelucchi e ulema egiziani, e spodestò il governatore Ottomano. Il Sultano poté solamente prendere atto della situazione, e ricevere nel 1806 la sottomissione formale del nuovo governatore che, tuttavia, abbandonò il vecchio titolo a favore del nuovo khedivé, ossia vicerè.

La situazione interna dell’Egitto rimase tesa sino al 1811 quando, con il pretesto di una festa, Mehmet Ali raccolse alla Cittadella del Cairo tutti i capi Memelucchi e li fece uccidere dalla sua guardia personale. Grazie alla nuova stabilità, il khedivé promosse nuove riforme: oltre a un’ammodernamento dell’esercito e dell’amministrazione statale, monopolizzò la coltivazione del cotone imponendo i suoi prezzi ai mercanti francesi ed inglesi, promosse l’industria, in particolare quella bellica. L’esercito egiziano dimostrò la propria forza nelle campagne di Cirenaica (1920), Sudan e Somalia (1821) e di Grecia (1824-1828) dove si distinse sia per disciplina che per crudeltà.

L’Egitto di oggi sogna evidentemente di diventare una potenza internazionale, liberandosi del giogo ottomano che ormai è una pura formalità. L’ammodernamento dell’esercito e della flotta procede ora a pieno ritmo, ma nessuno sa in che direzione punterà il fucile del khedivé, la prossima volta.

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